Il rito del Tajut

Il rito del Tajut

La scelta di produrre vino in Friuli è nata da diverse ragioni, ma la cornice del mio disegno è sempre la passione.
Questa zona di Friuli è stata il luogo del mio primo lavoro dopo l’università perciò c’è un legame affettivo che ho unito al suo riconosciuto valore vitivinicolo e a ragioni legate alle conseguenze dei cambiamenti climatici sui vini.
Quello che non avevo considerato è stato che l'acquisto mi sarebbe costato anche qualche sbornia mattutina non preventivata…inconsapevole del fatto che spesso qui i preliminari di vendita avvengono in contesti amichevoli - il più delle volte in casa a tu per tu con il venditore - che a qualsiasi ora vi incontrerete esordirà sempre con “vuoi un taglio”? 
E ovviamente la domanda è retorica.
A quel punto tu - che ti senti esattamente come l’Aldo in "Tre uomini e una gamba" nella scena della cadrega - ti raffiguri un machete sulla schiena, invece ti si materializzano davanti una bottiglia, rigorosamente di Friulano o di Schioppettino, e due bicchieri.
Scongiurata la recisione della spina dorsale pensi che te la caverai con un paio di sorsi di cortesia, e invecelascerai la sedia solo a bottiglia terminata, ed equamente divisa: perché il friulano beve in compagnia ed è generoso, e sopratutto non accetta un rifiuto all’offerta del “tajut”.
Il vino è socialità ed emozione, non appartiene solo a chi ha naso ma a chi ha cuore e senso di condivisione.
Ogni buon vino è passione, vogliamo condividere con voi quella che mettiamo nelle nostre bottiglie accogliendovi in questo angolo dei Colli Orientali. Potrete assaggiare la nostra prima linea: fresca e giovane, sia per l’impatto visivo con etichette suggestive che raccontano ciascuna una storia diversa, sia perché sono vini che esprimono brio e piacevolezza. 
Potrete poi avere il piacere di provare la nostra linea premium che si esprime con etichette eleganti e distintive e con aromi e bouquet che raccontano il terroir nel suo significato più profondo.